autonomia di giudizio - non omologarsi mai: sito di Paolo Araclio
Questa è una microstoria. La piccola storia di una Libreria e dei suoi librai. E' anche la storia di una famiglia che è vissuta con i libri e per i libri e per la cultura.
 
 
 
il logo della libreria
La Libreria La Scolastica e' stata una delle librerie più antiche d'Abruzzo.
Domenico Ciccarelli; il fondatore della Libreria La Scolastica
Venne fondata nel 1915 da Domenico Ciccarelli e in quasi cento anni di attività si conquistò un posto di primo piano nella diffusione del libro non solo nella città di Teramo e nella sua provincia ma in tutto l'Abruzzo.
Don Mimì Ciccarelli
L'inizio dell'attività appare alquanto pretestuoso: Domenico Ciccarelli, che tutti chiamano Don Mimì, è un insegnante stimato e famoso per il suo rigore. E un viaggiatore incallito e ritiene che per mezzo di un'attività commerciale i suoi viaggi all'estero appaiano più che giustificati.
Una classe di Domenico Ciccarelli. Don Mimì é il secondo a sin. con la barba
Ma la ragione ufficiale che lo induce ad aprire la libreria è motivata da un ulteriore pretestuosa ragione: sua nipote Vincenza, che nel 1915 ha soltanto nove anni non vuol tanto studiare.
L'ingresso della libreria 1915; Cenzina De Matteis con un amico
La cosa non ha molto senso. In realtà Don Mimì è un uomo d'altri tempi, amante dei libri, delle arti, del bel viaggiare e conoscere. E' un socialista convinto, fors'anche un po' massone e cerca d'impartire alla nipote un educazione rigorosa.
Cenzina, come la chiamano tutti è una bellissima bambina alquanto capricciosa, che promette di divenire una bella ragazza; tenerla in libreria forse sarà consigliabile anche quando crescerà un po' di più.
Cenzina De Matteis davanti alla vetrina anni 30
Quasi subito si cambia la vetrina, la stessa che attualmente si può vedere e che rappresenta anche il logo della Libreria stessa ai giorni nostri.
Cenzina De Matteis davanti alla nuova vetrina
Nel 22, con l'avvento del fascismo, la vita di Don Mimì Ciccarelli si fa dura. Anche se è un personaggio rispettato e stimato, l'occhiuta polizia fascista lo tiene d'occhio e la libreria, di fatto, diviene un discreto luogo d'incontro per gli antifascisti del tempo.
Cenzina De Matteis. Vetrina
Elaborazione grafica Paolo Araclio
Seguita, in ogni modo, a viaggiare e nei suoi giri per l'Europa e per il mondo si porta appresso la nipote.
Gli anni del fascismo non sono facili e nonostante i tempi ,la libreria riesce sempre a procurare libri per i teramani.
Mentre Don Domenico , oramai in pensione per ovvi motivi, si occupa prevalentemente dei settori più "alti", Cenzina dispensa libri alla moda e letture leggere come la Invernizio, Guido da Verona, Stecchetti, Pitigrilli e D'Annunzio che Ciccarelli non ama molto. Editori come Sonzogno, Formigini, Carabba tanti altri sono ospitati sugli scaffali, mentre nel retro, professori, artisti, professionisti e altri dissenzienti cospirano un pò tra i libri di scuola e le scartoffie.
Umberto e Cenzina Araclio
Tra alcuni clienti e amici; a destra Lucilla Silenzi
Vincenza De Matteis anni 50
Cenzina in libreria anni '50
Pasolini in Libreria
Pier Paolo Pasolini e Umberto Araclio In Libreria; si intravedono Ninetto Davoli e Pasquale Limoncelli
E' morta qualcosa che esisteva da quasi cento anni. E' morto un pezzo della mia vita, della mia città, della mia regione. E' morta, come un poeta che se ne va, un pezzo di cultura. Non non ho avuto più forze per evitarlo.Qualcuno piangerà assieme  a me?
Quello che avvene nei giorni, mentre effettuavamo una specie di svendita, fu un susseguirsi di persone che ci facevano le condoglianze col cuore affranto; talune erano vere e sentite, c'era pure chi piangeva veramente di dispiacere e ci siamo commossi, altre sono erano di maniera: come accade quasi sempre ai funerali.  Il più venduto quotidiano cittadino preparò un coccodrillo a futura memoria -sollecitato da una bella lettera di Walter  Mazzitti ( riportiamo tutto sotto, compreso l'intervento di "Vivi Città del 6/7/07)-, che si unisce al dolore per l'eventuale futura perdita. Ma chi fu e chi sarà il destinatario di tale lutto? Noi certamente, perchè di un vero e proprio lutto familiare e professionale si trattava: rimanemmo orfani di un Totem attorno al quale danzammo per senso di religiosa responsabilità per tutti gli anni della nostra vita. Ci mancò, però, la percezione di un evocato lutto cittadino che non fosse solo di maniera. Moriva una libreria ed, in fondo, chiudeva solo un negozio. Avrà avuto quasi cent'anni, certo,  ma pur sempre d'una vecchia bottega si trattava, tutto si rinnova e deve rinnovarsi; è lo sviluppo! Le regole dell'economia son queste... bisognava adeguarsi... non si può vivere nel passato etc. etc.  Vero verissimo. Quelli che non erano di questo parere invece, evocavano la memoria, quella storica e quella personale carica di sentimenti, affetti, nostalgie, riconoscenza e retroterra culturale . La Libreria era uno dei più antichi esercizi commerciali di Teramo, se non il più antico.Ma era stata ed era un luogo d'incontro e di incontri (qualche volta straordinari)  Avrebbe certo meritato un'attenzione maggiore da parte degli enti. dei sindacati e delle istituzioni di riferimento. Il suo aspetto esterno era rimasto tale qual era agli inizi per evitare qualsiasi impatto "modernista"  nel rispetto di quell'arredo urbano tanto vituperato dall'aggressione di materiali e forme di quasi tutte le attività commerciali. Ma ciò attiene soltanto alla sensibilità individuale e all'amore verso la propria città. Per qualche tempo avemmo nei confronti della Camera di Commercio giudizi critici,   espressi nei luoghi sindacali delle associazioni di categoria (Confcommercio, ad es.), che risultarono vani. Rivendicavamo un'attenzione verso il commercio, del centro cittadino ma non solo, maggiore. Chiedevamo un'attenzione alle vere problematiche delle attività commerciali che si andavano man mano consumando  in un declino economico e di difficoltà burocratiche  che i diversi responsabili nei luoghi istituzionali - Comuni, Province, Regioni e Governi centrali- non coglievano o deliberatamente ignoravano, disegnando un sistema di autoeliminazioni, eliminazioni economiche, simile ad un vero e proprio Olocausto. Senza qui voler parlare delle imprese di credito e finanziarie la cui volgarità di comportamenti appare indicibile ancora adesso per spregiudicatezza e per mancanza d'ogni connotazione umana (e qui vale la pena ricordare la parabola della cruna dell'ago e  del cammello: ai credenti non possiamo che ricordare i peccati commessi che non possono essere perdonati se non col ravvedimento e la restituzione del maltolto) . Diciamo tutto ciò non a giustificazione o per autoconsolazione ma solo perchè in questi elementi si naviga e si è navigato in questi ultimi anni. Per concludere queste osservazioni dovute solo all'attenzione che " Il Centro" ci ha rivolto con molto garbo ed equilibrio, facciamo un'ultima constatazione: per il nostro modo di agire e di pensare è che l'equilibrio, talvolta, va rotto; da una parte bisogna stare e si dovrebbero manifestare con chiarezza le opinioni circa quello che è un"avvenimento" cittadino" e non solo. Ma in questo l'autrice dell'articolo non c'entrava: c'entravano le linee editoriali, l'attenzione alle problematiche vere del commercio che spesso vengono riassunte nelle dissennate dichiarazioni di chi guarda solo i propri interessi e non quelli, molto complessi, della società nel suo progresso e non nel suo sviluppo.
 
dal 1915 per la cultura, la scuola, l'università
La Libreria La Scolastica e' stata una delle librerie più antiche d'Abruzzo. Vienne fondata nel 1915 da Domenico Ciccarelli e in quasi cento anni di attività si  conquistò un posto di primo piano nella diffusione del libro non solo nella città di Teramo e nella sua provincia ma in tutto l'Abruzzo.
La libreria trattava libri di tutti i generi e offriva un assortimento di circa 30.000 titoli disponibili e di una banca dati di oltre 200.000 titoli su computer. Grazie al sistema informatico "LIBRIS" era possibile fare ricerche bibliografiche per titolo, per autore, per editore, per parola, per argomento, per soggetto, per collana, per codice ISBN e per codice decimale tipo Dewey. Era possibile l'accesso alla ricerca di libri tramite computer, ricevere liste bibliografiche, ordinare libri sia direttamente che tramite e-mail o consultare i cataloghi generali dei libri in commercio. La libreria effettuava spedizioni ovunque e forniva un servizio di consulenza bibliografica sia a privati che a Istituzioni, Enti e Biblioteche.  
La libreria era disposta su due livelli sfalsati. Al piano terra, nella prima sala, quella più antica, si trovavano le principali novità di narrativa, i tascabili, la poesia, la storia e una nutrita rappresentanza di opere di storia  locale su Teramo e l'Abruzzo. Forniti anche i reparti di cinema, musica, visioni, libri per ragazzi di ogni età. Oltre alla presenza degli editori più grandi, erano presenti anche gli editori cosiddetti minori. Inoltre, sempre nella prima sala erano presenti i testi universitari adottati ed un importante assortimento giuridico-finanziario, di sintesi, sunti, temi svolti e libri per ogni concorso. Il  personale era attentissimo a tutti i bandi e consigliava al meglio sia per gli esami universitari che per i volumi per la preparazione ai concorsi.  Passando poi nel secondo livello si trovavano i reparti di saggistica: psicologia, scienze sociali, filosofia, politica, linguistica e critica letteraria, economia e management. Nel terzo spazio, un reparto era interamente dedicato ai libri d'arte. Si potevano trovare, inoltre, volumi di fotografie e di varie illustrazioni. Un vastissimo assortimento turistico sia di piante di città e di carte stradali sia di guide turistiche dei più svariati paesi offriva una scelta che soddisfaceva ogni esigenza.  In questo spazio, inoltre vi erano numerosi settori: da quello religioso a quello esoterico, da quello dedicato all'informatica a quello scientifico ed a quello del collezionismo. Si passava poi all'ultima sala dove oltre tutta la manualistica erano presenti i reparti dello sport, dell'automobilismo,del mare e la vela,del giardinaggio, della montagna, della cucina, degli animali, dei libri di giochi e altri ancora oltre alla parte scolastica (dalle elementari all'Università) e parascolastica. Assai nutrito era l'assortimento di dizionari, atlanti e manuali di conversazione e dizionarietti di tutte le lingue.
Organizzava presentazioni di libri, dibattiti e altre manifestazioni con la presenza di poeti, scrittori, artisti e personaggi del mondo della cultura e della politica.   Sino alla chiusura seguitò a svolgere la sua attività con l'esperienza e la competenza che solo le vere librerie possono offrire anche grazie alla passione di Paolo Araclio, libraio della terza generazione, e di personale esperto e qualificato. Da sempre e' stata in stretto contatto con il mondo della scuola e dell'università' grazie alle sue rappresentanze editoriali. Inoltre affiancava, alla vendita al dettaglio, la vendita all'ingrosso, destinata alle altre librerie.
 
 La storia
L'inizio dell'attività appare alquanto pretestuoso: Domenico Ciccarelli, che tutti chiamano Don Mimì, è un insegnante stimato e famoso per il suo rigore. E un viaggiatore incallito e ritiene che per mezzo di un'attività commerciale i suoi viaggi all'estero appaiano più che giustificati. Ma la ragione ufficiale che lo induce ad aprire la libreria è motivata da un ulteriore pretestuosa ragione: sua nipote Vincenza, che nel 1915 ha soltanto nove anni non vuol tanto studiare. La cosa non ha molto senso. In realtà Don Mimì è un uomo d'altri tempi, amante dei libri, delle arti, del bel viaggiare e conoscere. E' un socialista convinto, fors'anche un po' massone e cerca d'impartire alla nipote un educazione rigorosa. Cenzina, come la chiamano tutti è una bellissima bambina alquanto capricciosa, che promette di divenire una bella ragazza; tenerla in libreria forse sarà consigliabile anche quando crescerà un po' di più. Quasi subito si cambia la vetrina, la stessa che attualmente si può vedere e che rappresenta anche il logo della Libreria stessa ai giorni nostri. Nel 22, con l'avvento del fascismo, la vita di Don Mimì Ciccarelli si fa dura. Anche se è un personaggio rispettato e stimato, l'occhiuta polizia fascista lo tiene d'occhio e la libreria, di fatto, diviene un discreto luogo d'incontro per gli antifascisti del tempo. Seguita, in ogni modo, a viaggiare e nei suoi giri per l'Europa e per il mondo si porta appresso la nipote.
Gli anni del fascismo non sono facili e nonostante i tempi ,la libreria riesce sempre a procurare libri per i teramani. Mentre Don Domenico , oramai in pensione per ovvi motivi, si occupa prevalentemente dei settori più  "alti", Cenzina dispensa libri alla moda e letture leggere come la Invernizio, Guido da Verona, Stecchetti, Pitigrilli e D'Annunzio che Ciccarelli non ama molto. Editori come Sonzogno, Formigini, Carabba tanti altri sono ospitati sugli scaffali, mentre nel retro, professori, artisti, professionisti e altri dissenzienti cospirano un pò tra i libri di scuola e le scartoffie.
Mentre i tedeschi minacciano e i fascisti tollerano la guerra passa senza che la libreria ne tragga troppi danni.
Nell'immediato dopoguerra Don Mimì, che nel frattempo è  passato coi comunisti, deve occuparsi di politica e ricopre alcuni importanti incarichi che lo allontanano sempre di più dalla libreria. Cenzina si è sposata nel 1947 con Umberto Araclio, un giovane di belle speranza che viene dal sud. Lavora allI'INPS e la conquista di quell'irraggiungibile, leggera e ormai bella donna insieme ad una nuova vita, fatta di cultura, belle frequentazioni e politica, lo legano sempre di più alla città e alla Libreria.
Quando, più tardi, per via di una malattia ai reni è costretto ad andare in pensione, si occupa in prima persona del negozio  e lo trasforma in un vero e proprio laboratorio di letture e discussioni. E' aiutato da Assunta, memoria storica sin dal lontano 1952, che ancora  oggi è presente. Nel corso degli anni diviene centro d'iniziative culturali e punto di riferimento per tutto quel che attiene al mondo del libro e dell'editoria. Si organizzano presentazioni di libri, dibattiti e altre manifestazioni con la presenza di poeti, scrittori, artisti e personaggi del mondo della cultura e della politica. Negli anni 70 si affaccia in libreria il figlio di Umberto e di Cenzina, Paolo , libraio della terza generazione, che ancora oggi seguita a svolgere la sua attività con l'esperienza e la competenza che solo i veri librai possono offrire anche grazie alla passione e all'amore sconfinato per i libri e all'aiuto di personale esperto e qualificato.
Intere generazioni di studenti vi acquistano i loro libri scolastici ed universitari ed ancora oggi, grazie ad un potente sistema informatico, comprare i testi scolastici nella Libreria  garantisce la sicurezza e la certezza di un servizio competente e rapido. Da sempre in stretto contatto con il mondo della scuola e dell'università' grazie alle sue rappresentanze editoriali. Definita da molti un patrimonio culturale della città, come molte Librerie indipendenti, soffre il momento critico attuale, ma grazie ai suoi estimatori, ai suoi storici lettori, a quei giovani che la scoprono purtroppo in ritardo, riesce a sopravvivere cercando di offrire, come sempre, nell'unico modo possibile, il servizio di una Vera Libreria.
Questo sito ne è una dimostrazione. Non tende solo a vendere volumi ma tende a fornire servizi ed informazioni. I veri librai fanno così!
Venite a trovarci, sosteneteci ed aiutateci a non cambiare, a non dissolvere un patrimonio centenario che ha segnato i tempi della crescita culturale e civile di Teramo.
 
 
 
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