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PER LUNELLA 
 
Queste pagine sono dedicate alla memoria di
    Lunella Di Giuseppe Araclio,
 scomparsa il 23 settembre 2005.
 
Sono un ricordo ed un omaggio dedicato a lei e a tutti coloro che l'hanno amata, a quanti in lei hanno trovato, durante la sua breve vita, un'amica, una persona sempre disponibile ad ascoltare e aiutare.
 
 
Lunella se ne va. Sta morendo. Anche nella sofferenza, anche se è piena di morfina perché non soffra, rimane bella; i suoi lineamenti non hanno perso la memoria dello splendore del suo volto.
Lunella se ne va e cresce la consapevolezza che in un tempo più o meno prossimo non l'avremo più dinnanzi a noi per abbracciarla, per godere del suo immenso sorriso, della sua bontà, delle amorevoli cure ed attenzioni che riservava a chiunque.
Ci mancheranno il suo senso della giustizia, che pure ultimamente è vacillato per via del suo male, il suo senso di responsabilità, il suo affetto dispensato con gli occhi, coi gesti, col cuore.
Lunella muore. Se ne è andata tra le nostre braccia disperate, tra i nostri cuori ghiacciati dalla consapevolezza del suo dolore fisico, dall'ignoranza dei suoi ultimi respiri.
Se ne è andata seminando col suo sangue il grandissimo amore che ci ha sempre dato. Uniti fino alla fine in un unico, grande e terribile abbraccio che mutilava il nostro essere insieme, il nostro essere famiglia nella sua più completa essenza.
Se mai a morte più dura potevamo pensare, la sua è stata tale; in sintonia col suo piccolo calvario, col suo portarsi la croce sin dall'inizio pienamente, senza sconti, senza indulgenza, senza risparmiarle nulla.
Eppure sino in fondo, anche in mezzo ai suoi sguardi stupiti e disperati il grande amore verso di noi squarciava il dolore, forse la nefasta consapevolezza del momento, e ci amava , ci amava, ci amava come noi l'amavamo, l'amiamo e l'ameremo.
Noi che ti siamo stati accanto per tutta una vita sapevamo delle tue doti, conoscevamo la tua bontà, il tuo senso della giustizia, il rispetto che nutrivi verso tutti, specie i più deboli.
Sapevamo che, nel tuo lavoro trattavi tutti allo stesso modo e che se un di più dovevi riservarlo ad un "potente" non mancavi di riequilibrare il favoritismo verso quelli che ne fossero rimasti danneggiati.
Pensavamo che fossi una persona speciale ma non immaginavamo che lo sapessero anche tante e tante altre persone; non immaginavamo che quasi tutta la città ne fosse consapevole.
E ti hanno reso omaggio: i forti e i deboli, i tuoi colleghi, con un'attestazione concreta di stima e di affetto che ci hanno commossi, i tanti che ci hanno onorato con i loro ricordi di te e delle tue azioni, tutti coloro che hanno ricordato il tuo sorriso luminoso, la tua bellezza, la tua classe.
Ti facevi, di giorno in giorno più bella; avevi tanti corteggiatori. Tra questi c'ero io ed al primo incontro,quel giorno di Santa Lucia, ad una festicciola, scattò quella scintilla che non si è mai spenta e che col passare del tempo ha mantenuto il fuoco del nostro amore sempre vivo, fino all'ultimo tuo respiro
Ora che non ci sei più mi rendo conto di quanto ci siamo amati e di quanto bene ancora ti voglio
Sono passati più di 35 anni da quel pomeriggio e non è cambiato nulla. Sei sempre la più deliziosa ragazza che abbia mai incontrato: per me, perfetta.
Il sorriso ha accompagnato la tua vita; raramente ti abbiamo vista senza. Dovevano esserci preoccupazioni serie, notizie dolorose, malattie o gravi disagi.
Ma sempre in famiglia, nell'ambito ristretto del nostro mondo e sempre capivamo che qualcosa non andava. Quando, invece, eri con gli altri, anche se i tuoi pensieri erano neri, non lasciavi trasparire il tuo dolore. .
Così è stato anche durante la tua malattia; nonostante il dolore non hai mancato mai di dedicarci quei tuoi sorrisi sereni
IL MATRIMONIO E LA FAMIGLIA 1 luglio 1974
Nel tuo abito elegante ma discreto eri bellissima: ti bastava, come per ogni abito che hai indossato, la tua classe e il tuo charme. Non hai mai fatto ritocchi e già quando li provavi, gli abiti, sembravano fatti su misura per te. Talvolta frugando nell'armadio accarezzo quel tuo bellissimo vestito e il frusciare della seta mi riempie di struggimento
Matrimonio
Sposi senza festa. Ho il rimorso di non aver capito che avresti desiderato un matrimonio in piena regola; con gli amici e i parenti a farci festa, con l'abito bianco e i battimano. Non hai opposto resistenza al mio essere orso: per amore non hai fatto i capricci che avresti dovuto fare ed eri felice.
Sei stata il mio archivio vivente, la risorsa alla quale ricorrevo per mitigare i guasti della mia pessima memoria. Bastava che ti accennassi un particolare un colore, un'azione e tu eri pronta a darmi le risposte che mi servivano: nomi, titoli, date, luoghi.
Eravamo in grande sintonia e quando snocciolavamo i ricordi delle cose che avevamo amate o denigrate assieme ci accorgevamo di quanto fosse simile il nostro sentire il mondo. Bastava uno sguardo per realizzare e capire il pensiero dell'altro: complici.
Con i figli hai avuto un rapporto bellissimo. Senza indulgenze ma tenerissima e paziente, li hai coccolati, li hai sempre abbracciati facendogli sentire il calore del tuo corpo; anche quando sono diventati adulti.
Sei stata la loro migliore amica; con te potevano parlare liberamente, si confidavano e non ti hanno mai nascosto nulla di importante.
Hanno avuto la certezza di trovare in te il rifugio sicuro dove riflettere col tuo aiuto su ogni loro dubbio, su ogni incertezza, su ogni dolore: dall'infanzia all'età adulta, in ogni momento della loro crescita, mai ti sei sottratta alle loro domande, alle loro necessità o a fugare le paure.
Eppure sui principi e sulla giustizia come sui loro doveri e sulla loro educazione sei stata ferma ed intransigente e di questo Duccio ed Allegra te ne saranno sempre grati. Ora che non ci sei più mi accorgo del vuoto in cui si trovano: mi accorgo della tua insostituibilità.
Eri il cemento che legava oltre che i corpi tutti i sentimenti e tutti i progetti della nostra famiglia. Sei stata una specie di vaso di Pandora che veniva riempito di tutte le aspettative, dei sogni, e dei drammi, piccoli e grandi;
Poi liberavi le risposte ed i consigli, liberavi le rinunce e i doni e sempre ci trovavamo -mi ci metto anch'io- le soluzioni, il conforto, le parole più amorevoli.
Tutto ciò ti costava fatica, ti costringeva a rinunciare a te stessa: ma mai una sola volta ti sei sottratta a questo ruolo neanche quando il tuo male ti divorava e ti faceva soffrire.
Lunella con la mamma Adelaide
Dicevi che avresti voluto vivere ancora un poco per seguitare ad essere vicina ai tuoi figli, perché sapevi perfettamente - tu che eri stata privata in giovane età della presenza di tua madre- cosa avrebbe significato non poter seguitare ad offrire il grandissimo amore di cui li circondavi
Chi potrà mai dimenticare la sua cucina? Lunella era di quelli che stupivano improvvisando, creando, reinventando i piatti della tradizione o deliziando con raffinatissimi o semplici preparazioni anche i palati più esigenti.
Dopo i preparativi in cucina, dopo che tutto era magicamente riuscito, quando avevi fugato ogni dubbio sul buon esito di una festa, solo allora ti concedevi un pò di relax. Se ti dicevamo di non affaticarti, che tutto sarebbe andato bene lo stesso, non ci stavi a sentire. Volevi che tutti fossero felici e soddisfatti anche a costo di sfiancarti. Tutto doveva uscire dalle tue mani e mai hai contrabbandato piatti che non avevi preparato.
Quei momenti di relax erano di assoluto abbandono e non volevi farti fotografare perché eri incerta sul tuo stato: pensavi di apparire brutta stanca e disfatta, ma ti sbagliavi: anche se eri stanca il sorriso illuminava sempre la tua bellezza ed il tuo charme traspariva sempre; prepotente ed immancabile . Anche in questo ti davi completamente agli ospiti o alla famiglia.
Agli amici dedicavi i loro piatti preferiti senza dimenticare nessuno. Se ti è successo, talvolta, di non ricordare l'idiosincrasia di qualcuno verso una pietanza, rimediavi sempre. Ed è stato così per ogni cosa che facevi, in ogni ambito delle tue azioni.
Il rispetto dell'altro era una regola inderogabile nel lavoro come in famiglia o con gli amici Questo manifestarsi dell'amore verso il prossimo era tanto, tanto vicino a quel sentimento cristiano di fratellanza che non ti permetteva di non visitare un malato o di confortare o di aiutare chiunque ne avesse bisogno.
Eri fiera dei tuoi figli come eri rigorosa con loro. Per loro avresti ed hai fatto tutto ma mai a scapito di qualche altro
Non ti piaceva la mediocrità e non sopportavi le speculazioni; la maleducazione crescente nella nostra civiltà era un cruccio grande, come l'ignoranza nei luoghi e nelle persone dove non doveva dimorare.
Eppure amavi i semplici, gli anziani, con i quali non dimenticavi mai di scambiare qualche parola e le persone che si portavano dietro pesanti fardelli di dolore e disperazione ti portavano a consolarli e se potevi ad aiutarli.
Guzman cane o terzo figlio?
Il nostro cane Guzman che non mollava mai Lunella
I figli non ti hanno mai delusa.
Sono stati sempre sorprendenti, brillanti in ogni occasione. Sono stati la tua fierezza
La certezza del male é arrivata ad ottobre. Si é annidato subdolamente in un organo vitale. E' una replica del male principale che non scopriremo mai dove ha avuto origine.
Ti hanno scandagliata con le più sofisticate attrezzature ma, nonostante gli sforzi e le imprecazioni dei medici, la sua origine é rimasta ignota. Sfortuna nella sfortuna.
Questo é un male da cui ti salvi solo se sei abbastanza fortunato. Dal cancro si guarisce solo se si é fortunati. E' stato, é e sarà il nostro convincimento.
Amore mio, al termine di questo viaggio virtuale nella tua vita, rimane tutta la tua assenza. Una specie di voragine s'è aperta nelle nostre vite: un abisso all'incontrario ci fa guardare in alto. Per cercarti, parlarti accorciare la distanza infinita che ci separa.
So che ci ritroveremo, so che sei nelle Mani Sicure a godere del Suo Sguardo Buono, a ridere delle nostre goffaggini e a preoccuparti per i nostri errori.
Qui mangiamo, lavoriamo, dormiamo. Talvolta piangiamo. Il tuo ricordo è costante, tutto ci riporta a te e più i giorni scorrono, più il dolore ci segna: non ci rimane che il ricordo del tuo amatissimo sorriso.
Quel sorriso che ci ha accompagnato per questa vita e che non ci abbandonerà mai. Surrogato e compromesso tra il tuo non essere ed il tuo essere qui con noi.
-La vita va avanti- ci dicono. Se sapessero che grande patrimonio di bene, d'amore e di bellezza abbiamo perso, direbbero:- Nulla contava di più nella vostra vita, non è un dolore solubile, vi preghiamo, non scordatela mai.-
Il resto della vita ci sembra veramente secondario dinnanzi a tanta perdita terrena; siamo mesi alla prova e pur sapendo che siamo solo passeggeri in viaggio in questo mondo, ci resta l'amarezza di non essere sbarcati insieme.
Sono passati oramai tre anni da quando non ci sei più.
Qualche volta ti sogniamo, qualche volta ci sembra di sentire la tua presenza, talvolta ti chiamiamo dimenticando che non ci sei. E' quel che ci resta di te qui, in questo mondo, insieme a tutti i ricordi.
Appendiamo ai muri le tue foto per farci inseguire dal tuo bel sorriso, parliamo di te con la normalità dei giorni vissuti insieme, prendendo in giro certe tue manie e godendo della memoria della tua bontà e delle tue attenzioni, esaltando i tuoi pregi e ricordando gli scherzi, gli urli, gli scatti di reazione , le normali insofferenze e tensioni familiari con l'amore nostalgico, con l'amore perduto, con l'incancellabile amore della nostra vita.
La mancanza è voragine e le preghiere sono l'unica consolazione e l'unica certezza che ci rimane. Il mondo con le sue mediocrità si fa ogni giorno ripugnante nella sua modesta insignificanza.
La vita continua con le sue premure materiali, che sono cosa mediocre,cosa minuscola e volgare. Ci consola il fatto che tu ne sia uscita, che guardi a tanta miseria umana col tuo sorriso, ora sapiente, della povertà terrena.
La vita é un ponticello precario e pericoloso dove basta un nulla per cadere di sotto
A noi non rimane che urlare muti ed inascoltati lo sdegno verso tanta pochezza di spirito, di compassione, di pietà per ricordare agli imbecilli che osare di amare il prossimo anche a scapito di se stessi è aver capito che questo mondo è solo un ponticello di passaggio; un ponticello precario e pericoloso dove basta un nulla per cadere di sotto
22 aprile 2006: oggi avresti compiuto 52 anni.
Sarebbe stata festa. L'illusione che avresti superato un altro ostacolo ci avrebbe confortati e rallegrati. Così Dio non ha voluto che fosse, così il tuo corpo non ha voluto che fosse, così il tuo nemico ha combattuto con cattiveria perché non fosse.
Ma oggi è ugualmente festa: il telefonino mi ha svegliato stamane ricordandomi, ma non c'era bisogno, che era il tuo compleanno. Una fitta allo stomaco ed al cuore dentro quel festoso trillo mi ha ricordato che non c'eri per un bacio mattutino ma col passare delle ore mi sono rasserenato ed ho vissuto un giorno di festa.
Stasera c'è stata una messa per te e fra poco festeggerò con qualche brindisi al tuo ricordo:
Buon Compleanno amore mio
brindo alla tua presente assenza, agli anni che avresti compiuti, ai tanti compleanni vissuti assieme. Non ti manderò fiori con un mio biglietto scemo di filastrocche o storielle in rima per te inventate, non ci sarà quel "ti amo sempre" o quel "per sempre". Ma niente tristezze , dev'essere giorno di festa, quindi : Buon Compleanno amore mio, buon compleanno.
 
 
 
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